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Centurione
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Il mwcgcenturione (in mwcwlatino mwdaCenturio; in mwdqgreco ἑκατόνταρχος, mwdghekatóntarchos; che mwdwPolibio definisce anche mweaordinum ductor) era uno dei gradi della catena di comando nell'mweqEsercito Romano, a capo di una mwegcenturia,cite-ref-1[1] paragonabile ai moderni mwfwufficiali di grado inferiore (come i mwgacapitani a capo di una compagnia o i mwgqtenenti a capo di un plotone).

Contents

Ruolo
Grado
Sotnik
Note

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Ruolo

Comando, funzioni e qualità

Ecco come secondo mwhgPolibio dovevano essere i centurioni all'epoca della mwhwseconda guerra punica:

«[...] i centurioni devono essere, non tanto uomini audaci e sprezzanti del pericolo, quanto invece in grado di comandare, tenaci e calmi, che inoltre, non muovano all'attacco quando la situazione è incerta, né si gettino nel pieno della battaglia, ma al contrario sappiano resistere anche se incalzati e vinti, e siano pronti a morire sul campo di battaglia.»

(Polibio, VI, 24.9.)

Ogni centurione comandava l'unità di basecite-ref-2[2] della mwjwlegione, la centuria (gruppo di uomini che andava da 60 a 80, a 100 e fino a 160 in alcuni casi, anche se in alcune fonti si racconta di centurie di 300 soldaticite-ref-3[3]). Le centurie erano associate per tradizione a due a due per formare i mwlamanipoli, in ognuno dei quali i due centurioni erano detti mwlqprior e mwlgposterior. Secondo quanto racconta mwlwPolibio sembra che questo corrispondesse anche ad una precedenza nel comando, sulla base dello schieramento di fronte al nemico (prima o seconda fila).cite-ref-4[4] Il centurione mwnaposterior poteva, inoltre, sostituire il mwnqprior in caso di necessità, poiché come sostiene mwngPolibio:cite-ref-5[5]

«[...] non si può sapere come si comporti un comandante o cosa possa succedergli e, comunque, le necessità della guerra non ammettono scuse, essi hanno come obiettivo che il manipolo non rimanga mai senza un comandante.»

E sempre con riferimento al manipolo, quando erano presenti entrambi i centurioni, quello che era stato eletto per primo comandava la parte destra del manipolo, mentre il secondo comandava la parte sinistra. Se invece non erano presenti entrambi, il solo rimasto era a capo dell'intero manipolo.cite-ref-6[6]

Grado

Il grado più elevato fra i centurioni di una legione era tenuto dal centurione del primo manipolo della prima mwrgcoorte, che era detto mwrwmwsaprimus pilus (il termine mwsqpilus non ha nulla a che fare con la mwsglancia o con il mwswmwtapilum, il giavellotto romano). Il mwtqprimus pilus era l'unico dei centurioni ad accedere al mwtggabinetto di guerra di una legione e per questo potremmo dire che è l'unico ruolo assimilabile al concetto moderno di ufficiale.cite-ref-bohec-y-2000-7-0[7] Secondo invece quanto racconta Polibio, al tempo della mwuwseconda guerra punica, il centurione che era stato scelto per primo, per ciascuna delle prime tre classi, entrava a far parte del consiglio militare.cite-ref-8[8]

In questa sezione elenchiamo i diversi gradi dei centurioni. Questo schema illustra quella che poteva essere l'organizzazione tattica delle varie centurie e delle varie coorti, riferite ai primi secoli dell'mwwqImpero romano, a partire dalla mwwgriforma augustea dell'esercito romano. Un aspetto molto interessante, che si evidenzia dalla lettura di questa lista, è che restano validi alcuni termini, come mwwwmwxaprinceps e mwxqmwxghastatus che in epoca repubblicana indicavano precisamente i tre ordini della struttura mwxwmanipolare, ma soprattutto la disposizione in mwyatriplex acies delle schiere durante la battaglia. Si cominciava così dal mwyqDecimus hastatus posterior (l'ultimo in graduatoria), fino al mwygmwywPrimus pilus prior (il più alto in grado tra i centurioni, all'interno della stessa mwzalegione romana).cite-ref-lebohec57-9-0[9]cite-ref-keppie174-10-0[10]cite-ref-11[11] Il livello successivo a cui poteva aspirare, dopo che era congedato e ammesso all'mwcqordine equestre, era quello di mwcgmwcwpraefectus castrorum.cite-ref-cascarino36-12-0[12]

| Cohors / Ordini | grado (decrescente) del centurione | grado (decrescente) del centurione | grado (decrescente) del centurione | grado (decrescente) del centurione | grado (decrescente) del centurione | grado (decrescente) del centurione |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Cohors I, primi ordines | Primus pilus prior | Primus princeps prior | Primus hastatus prior | (non c'era) | Primus princeps posterior | Primus hastatus posterior |
| Cohors II, secundi ordines | Secundus pilus prior | Secundus princeps prior | Secundus hastatus prior | Secundus pilus posterior | Secundus princeps posterior | Secundus hastatus posterior |
| Cohors III, tertii ordines | Tertius pilus prior | Tertius princeps prior | Tertius hastatus prior | Tertius pilus posterior | Tertius princeps posterior | Tertius hastatus posterior |
| Cohors IV, quarti ordines | Quartus pilus prior | Quartus princeps prior | Quartus hastatus prior | Quartus pilus posterior | Quartus princeps posterior | Quartus hastatus posterior |
| Cohors V, quinti ordines | Quintus pilus prior | Quintus princeps prior | Quintus hastatus prior | Quintus pilus posterior | Quintus princeps posterior | Quintus hastatus posterior |
| Cohors VI, sexti ordines | Sextus pilus prior | Sextus princeps prior | Sextus hastatus prior | Sextus pilus posterior | Sextus princeps posterior | Sextus hastatus posterior |
| Cohors VII, septimi ordines | Septimus pilus prior | Septimus princeps prior | Septimus hastatus prior | Septimus pilus posterior | Septimus princeps posterior | Septimus hastatus posterior |
| Cohors VIII, octavi ordines | Octavus pilus prior | Octavus princeps prior | Octavus hastatus prior | Octavus pilus posterior | Octavus princeps posterior | Octavus hastatus posterior |
| Cohors IX, noni ordines | Nonus pilus prior | Nonus princeps prior | Nonus hastatus prior | Nonus pilus posterior | Nonus princeps posterior | Nonus hastatus posterior |
| Cohors X, decimi ordines | Decimus pilus prior | Decimus princeps prior | Decimus hastatus prior | Decimus pilus posterior | Decimus princeps posterior | Decimus hastatus posterior |

Esistono testimonianze della compresenza di due o, addirittura, tre centurioni nella stessa centuria, ma ancora non sono state accolte ipotesi a questa eccezione e non si conoscono eventuali implicazioni organizzative nella catena di comando.cite-ref-bohec-y-2000-7-1[7]

Provenienza

Molto spesso il centurione non proveniva dalla gavetta degli ordini inferiori: infatti, per molti giovani aristocratici, era il primo grado di una carriera militare. Non c'è da stupirsi, infatti che i centurioni fossero giovani raccomandati e messi a capo di centurie senza alcuna esperienza bellica. L'efficienza dell'organizzazione militare romana era infatti garantita da una scuola militare di altissimo livello in grado di dare degli strumenti teorici sufficienti per debuttare e servire efficacemente in una legione addirittura come mw7gtribuno senza avere prima maturato alcuna esperienza.

Altre tipologie di centurioni

Tra i vari tipi di centurione presenti in letteratura citiamo il trecenario di cui non conosciamo esattamente il ruolo, ma che per lo più si ritiene correlato alla mw8gguardia pretoriana, e il mw8wdecurione equivalente al centurione, ma al comando di unità di cavalleriacite-ref-13[13].

Con la mw-qriforma augustea dell'esercito romano, vi era anche il mw-gmw-wcenturio classiarius,cite-ref-14[14] comandante di una nave della mwaqamarina militare romana con cento mwaqe mwaqimiles classiarii (dopo il mwaqm70),cite-ref-15[15] equiparabile ad un normale centurione "di terra" anche in funzione della sua carriera militare (mwaqgmwaqkcursus honorum). Poteva infatti comandare una mwaqotrireme.cite-ref-16[16]

Posizione

I centurioni romani erano sempre posizionati in prima linea, per dare dimostrazione del proprio coraggio ed impeto ai propri soldati, ai fini del buon esito della battaglia, almeno dai tempi delle mwarmguerre puniche. I centurioni, infatti, erano posizionati sulla destra dello schieramento manipolare, più tardi coortale.cite-ref-17[17] Posizione certamente assai rischiosa. Non a caso spesso al termine di aspri scontri, numerosi erano i centurioni caduti al termine della battaglia.cite-ref-18[18]

Cesare racconta un episodio curioso nel mwar0mwar4De bello Gallico, una gara tra due valorosi centurioni:

«C'erano in quella

legione

due centurioni, uomini di grandissimo valore, ormai prossimi al grado più elevato,

Tito Pullone

e

Lucio Voreno

. Entrambi erano continuamente in gara per chi avrebbe primeggiato rispetto all'altro, ed ogni anno gareggiavano attraverso combattimenti per la carriera. Pullone, nel momento in cui il combattimento lungo le fortificazioni si stava dimostrando più duro, disse: "

Che aspetti Voreno? Quale promozione credi di ricevere per il tuo valore? Questo giorno deciderà le nostre contese

". Detto ciò uscì fuori dalla linea fortificata e caricò il nemico in quella parte dello schieramento che sembrava più fitta. Allora anche Voreno non si trattenne al riparo delle fortificazioni e temendo il giudizio dei suoi soldati, lo segue [nel combattimento]. A breve distanza dal nemico Pullone lancia il suo

pilum

e trafigge un Gallo, che si era staccato dal grosso dello schieramento e correva in avanti. I nemici, mentre proteggevano con gli scudi il compagno, colpito a morte e caduto a terra, tutti insieme gettano i loro giavellotti contro il centurione, impedengogli di arretrare. Lo scudo di Pullone è trapassato e nel

balteus

si configge un'asta. Questo colpo sposta il fodero del gladio e Pullone, mentre con la mano destra cerca di sfoderare il

gladio

, viene impedito, tanto che i nemici lo circondano. Corre in suo aiuto, l'avversario Voreno e lo aiuta nella difficoltà. Tutti i nemici allora si scagliano prontamente contro Voreno, lasciando perdere Pullone, credendolo colpito dal giavellotto (

pilum

). Voreno combatte un corpo a corpo con il gladio, ne uccide uno e fa arretrare gli altri. Mentre li incalza con ardore, cade scivolando su una buca. A sua volta è Voreno che viene circondato e tocca a Pullone prestargli aiuto. Poi tutti e due incolumi, dopo aver ucciso numerosi nemici, si ritirano verso le fortificazioni con grande gloria. Così la fortuna trattò entrambi nella contesa e nel combattimento, i quali, seppure avversari, si soccorsero l'un l'altro e si salvarono. E non fu possibile scegliere quale dei due fosse superiore all'altro per valore.»

(Cesare, De bello Gallico V.44.)

Uniforme ed armamento

Sebbene sia errato applicare il concetto di "uniformità" tipico della marzialità moderna, il centurione si distingueva da alcuni elementi caratteristici, uno in particolare: la cresta posta sul suo elmo era disposta trasversalmente mwasw(Crista Transversa), ossia da sinistra a destra, contrariamente ai normali soldati (mwas4mwas8miles o milites) che potevano indossarla in senso longitudinale, affinché nella mischia della mwatabattaglia i suoi mwatelegionari lo potessero individuare più facilmente. Vi sono altri elementi, che potremmo erroneamente definire "uniformologici", derivanti dalla scultura, che tuttavia non sono di esclusivo uso dei centurioni: mwatischinieri, mwatmlorica squamata o mwatqmusculatacite-ref-20[20], mwatkcalcei e mwatopterugi.

Un altro elemento che si evidenzia dalla scultura, è che molto spesso il centurione portava il mwatwgladio a sinistra invece che a destra come i normali mwat0legionari, questo potrebbe indicare che di norma i centurioni fossero sprovvisti di scudo.cite-ref-21[21]

Durata della ferma e paga

Molti dei centurioni, sebbene la normale ferma militare (mwauymwauchonesta missio) durasse non più di 20 anni fin dai tempi di mwaugAugusto, rimasero in servizio fino a 30-35 anni ed in un caso particolare, raccontato da un'epigrafe, si tramanda che un centurione di nome mwaukLucius Maximius Gaetulicus, percepì fino a 57 annualità,cite-ref-22[22] un vero record.

Il trattamento economico era poi particolarmente favorevole rispetto ai suoi sottoposti (dall'mwau8optio al mwavasemplice miles), oltre a beneficiare di un proprio alloggio, oltre ad essere esentato dal tributo della mwavivacatio munerum, imposto ai legionari che volevano essere esentati da servizi particolarmente pesanti. Il centurione, all'apice della carriera, raggiunto il grado di mwavmprimus pilus, poteva infine aspirare ad avere uno mwavqstipendium tra le venti e le trenta volte (in rari casi fino a sessanta volte) superiore a quello di un normale legionario.cite-ref-cascarino36-12-1[12]

Simbolo del centurionato: vitis o bacillus viteus

L'indubbio segno di comando del centurione, è la mwav0vitis, detta forse più propriamente mwav4bacillus viteus, mwawasimbolo dell'autorità, ma soprattutto strumento punitivo, costituito da un bastone di mwawelegno di mwawivite, elastico e nodoso per infliggere più sofferenza.

mwawqTacito racconta di un centurione, un certo Lucilio, il quale venne soprannominato dai suoi mwawulegionari mwawycedo alteram ("Datemene un'altra") per il fatto che, quando bastonava un mwawcsoldato, il mwawgVitis si spezzava ed era costretto a urlare: "Datemene un'altra!".cite-ref-23[23]

Tardo impero

Con la riforma di mwaxeCostantino e dei suoi successori la mwaxilegione si trasformò progressivamente in una unità tattica più piccola di quella dei secoli precedenti e sembra che non fosse più articolata in coorti. Con le coorti scomparve il grado di centurione e mwaxmVegezio menziona quello di centenarius come il suo omologo negli eserciti tardoimperiali. La riforma costantiniana non toccò però tutte le unità; almeno alcune legioni limitanee sembra abbiano mantenuto una organizzazione simile a quella classica e si hanno accenni a figure di centurioni addirittura nelle legioni limitanee dell'mwaxuEgitto bizantino dell'inizio del mwaxyVII secolo.cite-ref-24[24]

Centurioni passati alla Storia

• mwax4Marco Cassio Scaeva, durante la mwax8Guerra civile romana (49-45 a.C.) al servizio di mwayaGaio Giulio Cesare
• mwayiSulpicio Aspro, centurione dell'esercito durante la guerra contro mwaymTacfarinas e partecipante alla mwayqCongiura di Pisone
• mwayyGiuliano, eroe della mwaycPrima guerra giudaica
• mwaykLucio Voreno, durante la mwayoconquista della Gallia di mwaysGaio Giulio Cesare;
• mway0Marco Petreio Cesariano, durante la conquista della Gallia di Cesare;
• mway8Publio Sestio Baculo, durante la conquista della Gallia di Cesare;
• mwazeTito Pullone, durante la conquista della Gallia di Cesare;
• mwazyCassio Cherea, del periodo della mwazcdinastia giulio-claudia;
• mwazkCornelio, primo centurione romano dell'epoca di mwazoGesù Cristo;
• mwazwLongino, del mwaz0I secolo;
• mwaz8Lucio Artorio Casto, della fine del mwaaaII secolo, alla base della leggenda di mwaaere Artù;
• mwaamSant'Agazio, al tempo dell'Imperatore mwaaqDiocleziano.

L'utilizzo nell'Italia fascista

In mwaagItalia, il mwaakfascismo, tra i molti riferimenti simbolici tributati alla mwaaoRoma antica, utilizzò termini in uso nell'mwaasEsercito romano per la suddivisione delle proprie unità militari e paramilitari. Tra questi la mwaawcenturia, che era una unità militare della mwaa0Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale corrispondente alla mwaa4compagnia del mwaa8Regio Esercito; al comando della centuria vi era il Centurione che corrispondeva al mwabacapitano del mwabeRegio Esercito.

Nel 1944, a seguito della proclamazione della mwabcRepubblica Sociale Italiana, il mwabgPartito Fascista Repubblicano (P.F.R.) si trasformò in organismo di tipo militare costituendo il "mwabkCorpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere" (D. Lgs. n. 446/1944-XXII della R.S.I.), organizzato su base provinciale nelle mwaboBrigate Nere, i cui componenti erano identificati formalmente con il termine "camicie nere".

Nella fase iniziale, nelle mwabwBrigate nere, non esistevano gradi in senso stretto, ma delle semplici cordelline indossate attorno alla spalla destra come indicatori temporanei di funzione di comando, legati al ruolo rivestito nell'operazione in corso, secondo il seguente schemacite-ref-25[25]:

mwacm Comandante di Brigata

Le funzioni del centurione pertanto venivano svolte dal comandante di compagnia. A partire dal gennaio 1945, il sistema di gradi funzionali venne abbandonato e vennero istituiti gradi permanenti, analoghi a quelli della mwadsGuardia Nazionale Repubblicana e la denominazione del grado divenne quella di mwadwcapitano, uguale a quella dell'mwad0Esercito Nazionale Repubblicano.

Sotnik

Nel mwaeiRegno russo, grado con simile significato nel lessico e nelle funzioni, nelle truppe degli mwaemstrelizzi era quello di Sotnik (mwaeqrusso: со́тник, "centurione" o capo dei cento). Il grado è attualmente in uso nelle forze paramilitari mwaeucosacche del mwaeyRegistro statale delle formazioni militari cosacche della Federazione Russa omologo del mwaeccapitano dell'mwaegEsercito.

Yüzbaşı

mwae0Yüzbaşı nei mwae4paesi turcofoni dell'mwae8Asia centrale designava la posizione di comandante dei cento (Yüzbaşı, yüz-başı (dalla parola turca yüz - cento) che esisteva nel mwafaMedioevo tra le tribù turche che passarono a un stile di vita sedentario. Quando se ne presentava la necessità, l'esercito veniva reclutato in modo tale che per ogni casa venisse richiamata una persona. Pertanto, in tempo di guerra, lo yüzbaşı comandava cento soldati, mentre in tempo di pace aveva sotto il suo controllo cento famiglie. Negli stati dell'Asia centrale, il titolo di Yüzbaşı veniva dato al capo del distaccamento.

Nel moderno mwafiEsercito turco il grado di mwafmYüzbaşı corrisponde al mwafqgrado di mwafucapitano degli altri eserciti della mwafyNATO. Il grado era in vigore anche nell'ultimo periodo dell'mwafcImpero ottomano, dopo che in precedenza, nell'mwafgEsercito Ottomano il grado equivalente era mwafkbölükbaşı.

Note

cite-note-11. mwagamwagePolibio,mwagi VI, 24.5.
cite-note-22. L'unità più piccola come numero di uomini era il mwagymwagccontubernium costituito da 8 uomini di cui un mwaggdecano come responsabile. Una mwagkcenturia era composta di circa una decina di mwagomwagscontubernia.
cite-note-33. nell'epoca di mwag8Tarquinio Prisco per la cavalleria. mwahaLivio, mwaheAb urbe condita libri, I, 36, 6-8. Il dato non deve sorprendere in quanto se esistevano delle regole, la normalità era il loro superamento. In epoca tarda le centurie si sono espanse fino a confondersi con il concetto stesso di coorte per poi cambiare anche nome.
cite-note-44. mwahumwahyPolibio,mwahc VI, 24.1-2.
cite-note-55. mwahsmwahwPolibio,mwah0 VI, 24.7.
cite-note-66. mwaiemwaiiPolibio,mwaim VI, 24.8.
cite-note-bohec-y-2000-77. Y. Le Bohec, mwaikThe Roman Army (2000).
cite-note-88. mwai0mwai4Polibio,mwai8 VI, 24.2.
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cite-note-1717. mwamsPolibio, mwamwStorie, VI, 24.
cite-note-1818. Cesare, mwanaDe bello Gallico II.25.
cite-note-191. la cintura militare che regge il mwanqmwanugladio e talvolta anche il mwanymwancpugio.
cite-note-2020. Non esistono testimonianze tali da fare ritenere che queste fossero le uniche armature indossate o indossabili dai centurioni. Testimonianze, per lo più scultoree, mostrano l'uso anche di loriche mwansmwanwhamatae e addirittura di mwan0mwan4linothorax greche, a dimostrazione di come le tradizioni militari fossero radicate e perdurassero al di là delle epoche.
cite-note-2121. Si ritiene che il portare la spada a destra fosse dettato dalla presenza dello scudo sulla sinistra che avrebbe impedito la sua estrazione con la mano destra se si fosse voluto mantenere la protezione di fronte a sé, con la spada a sinistra sarebbe stato inevitabile aprire la guardia. Inoltre l'estrazione della spada con la mano destra dalla sinistra richiede un movimento più ampio che non è sempre possibile combattendo a stretto contatto con i compagni ai lati.
cite-note-2222. mwaoumwaoyAEmwaoc mwaog1985, 735.
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Bibliografia

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